Da 120 anni “La persona al centro”. L’anniversario della Cgil

Nella foto scattata da Italo Pacchioni, il Congresso delle Organizzazioni di Resistenza svoltosi dal 29 settembre al 1° ottobre 1906 nei locali del Salone Cozzi presso la vecchia Camera del Lavoro di Milano. Al termine di questo congresso, i delegati fondarono ufficialmente la CGdL (Confederazione Generale del Lavoro), l'organizzazione sindacale che in seguito diventerà la CGIL



“La persona al centro”. Queste le parole scelte per ricordare la nascita della Confederazione Generale del Lavoro – CGdL - che avvenne a Milano durante il primo Congresso dal 29 settembre al 1° ottobre 1906.

Un anniversario, questi 120 anni appena compiuti, che non rappresenta soltanto una ricorrenza ma soprattutto l’occasione per rileggere la storia di più di un secolo di trasformazioni del lavoro, della società e del nostro Paese. La nascita della CGdL rappresentò un passaggio decisivo nell'organizzazione collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

Infatti, da allora, attraverso fasi politiche e sociali profondamente diverse, il sindacato ha accompagnato e accompagna le trasformazioni del Paese contribuendo, ieri e oggi, alla conquista di diritti, tutele e migliori condizioni di vita.


Nel 1956 Giuseppe Di Vittorio, segretario generale della CGIL, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della CGdL, rifletteva sul ruolo storico del movimento sindacale.

Le conquiste, scriveva, che erano state il risultato di una “lotta dura ed asperrima”, sostenuta da grandi sacrifici, avevano permesso ai lavoratori di migliorare le proprie condizioni, affermare la propria dignità professionale e umana e acquisire una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nella società.

Nella lettura di Di Vittorio, il significato delle lotte sindacali andava oltre la dimensione salariale. 


Le conquiste dei lavoratori contribuivano a modificare gli equilibri economici e sociali, stimolando lo sviluppo produttivo e le trasformazioni del Paese, anche sul piano civile e politico.

Il movimento sindacale diventava così una delle forze attraverso cui la società italiana veniva spinta verso il progresso.


Questa interpretazione aiuta a leggere anche i 120 anni della CGIL.

Di quella stessa visione fu espressione, undici anni prima, la nascita dell'INCA: l'Istituto Nazionale Confederale di Assistenza venne fondato l'11 febbraio 1945, durante il I Congresso della CGIL a Napoli, su intuizione proprio di Di Vittorio. 

Un'idea di sindacato che, accanto alla tutela collettiva, si faceva carico della tutela concreta delle singole persone, lavoratrici e lavoratori ma anche cittadine e cittadini, senza distinzione di partito o di tessera.

In alto, il francobollo realizzato per l’anniversario. Sulla destra compare il logo "120 anni di Cgil", che celebra l'anniversario della Confederazione, accompagnato dal motto “Solidarietà, lavoro, democrazia"



Nel corso del tempo il lavoro è cambiato profondamente: dove non si è smaterializzato, ha mutato le forme della produzione, le professioni, l'organizzazione dei servizi e i bisogni delle persone. Di conseguenza, sono cambiate anche le forme della rappresentanza e della tutela collettiva.

Oggi, molti dei diritti considerati acquisiti sono il risultato di mobilitazioni, negoziazioni e conflitti sviluppatisi nel corso di decenni. Ricostruirne la storia significa, quindi, comprendere come si siano trasformati il lavoro e la società italiana e quale ruolo abbiano avuto le lavoratrici e i lavoratori in questo processo.


Ed è una storia che si legge anche nelle pratiche individuali di tutela: in oltre ottant'anni di attività, l'INCA CGIL, in sinergia con la Confederazione, ha accompagnato milioni di persone a far valere in concreto diritti come la pensione, la salute e la sicurezza sul lavoro, la protezione da infortuni e malattie professionali. Un patrimonio di storie, oggi conservato e consultabile nell'Archivio storico dell'INCA, che documenta come le conquiste sindacali siano entrate nella vita quotidiana delle persone.


È in questo senso che le celebrazioni hanno assunto un significato che è andato ben oltre il ricordo dell'anniversario. Il lavoro è uno dei luoghi nei quali si continua ad esercitare e agire la partecipazione, la rappresentanza e la cittadinanza sociale. La qualità della democrazia passa anche dalla possibilità delle persone di organizzarsi, esprimere i propri interessi e concorrere alle decisioni che riguardano la propria vita lavorativa e collettiva.


Dalla CGdL del 1906 alla CGIL del 2026, il filo conduttore è quello di una storia collettiva del lavoro e della partecipazione, nella quale le conquiste sindacali hanno accompagnato e, in molte fasi preceduto, la costruzione dell'attuale società italiana.

In questo filo storico si inserisce anche la tessera della Cgil del 2026, il simbolo che ogni iscritta e iscritto porta con sé. Il soggetto è stato scelto attraverso un concorso rivolto a studenti e studentesse delle Accademie di Belle Arti statali italiane, e a vincerlo è stata Mariapia Santoro, un modo per passato, presente e futuro del sindacato con le nuove generazioni.


Ecco come la Cgil descrive il soggetto della tessera:

“La composizione digitale, intitolata “Lavoriamo insieme per costruire il futuro”, raffigura il profilo di un volto che, rivolto verso destra, simbolicamente protende lo sguardo verso il futuro. La texture pittorica in blu richiama l’umanità e la profondità del pensiero. Dalla testa si sviluppa una diramazione cromatica di impronte di mani sovrapposte: un gesto primario e universale. Le mani, tutte diverse, rappresentano le persone, le storie e le competenze che costruiscono, insieme, la società.” (da cgil.it).


I 120 anni della CGIL rappresentano, anche nella scelta del disegno della tessera, non solo la volontà di riflettere su una ricorrenza diventata evento storico nazionale, ma soprattutto l'occasione per mettere in relazione passato, presente e futuro del lavoro. E del Paese.



Pubblicato a settembre 2026