L'INCA e la Costituzione

Nella foto, Umberto Terracini ha in mano il testo definitivo della Costituzione che sta porgendo a Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato e futuro primo Presidente della Repubblica; Aladino Bibolotti, a sinistra di Umberto Terracini, Questore dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea e futuro primo Presidente dell'INCA; Teresa Mattei, la partigiana "Chicchi", esponente del PCI e la più giovane tra le ventuno donne elette all'Assemblea Costituente.


La storia dell’INCA è strettamente intrecciata a quella della nostra Repubblica, che il 2 giugno 2026 compie i suoi primi ottant’anni. Otto decenni ricchi di avvenimenti, conquiste, drammi e lotte. È l’Italia liberata, fondata su una Costituzione dove per la prima volta vengono messi nero su bianco diritti e tutele.


E l’INCA, il Patronato della CGIL nato nel 1945, alla vigilia di questa nuova Italia, ha attraversato ottant’anni di storia repubblicana vigilando sul sistema di diritti che aveva contribuito a costruire e lottando affinché il perimetro delle tutele fosse allargato e mai ridotto.


L’Istituto “nasce nell’immediato dopoguerra, ancor prima della liberazione, per la ferma volontà dell’allora segretario generale della Cgil, Giuseppe Di Vittorio, convinto che l’emancipazione del movimento operaio dovesse essere un passaggio obbligato per l’affermazione dell’universalità dei diritti del lavoro e di cittadinanza” (brano tratto da “Conoscere la storia per progettare il futuro” a cura di Lisa Bartoli e Edmondo Montali – ed. Futura 2025).


A testimoniare le radici istituzionali dell’INCA, ci sono i suoi primi quattro presidenti, Aladino Bibolotti, Vincenzo Cavallari, Giovanni Roveda e Renato Bitossi, i quali presero parte attiva ai lavori dell’Assemblea costituente, ponendo le basi della democrazia dei diritti, “quattro personalità di altissimo profilo culturale, che hanno partecipato ai lavori di alcune commissioni costituenti, con ruoli tutt’altro che marginali (Aladino Bibolotti è stato anche Questore della costituente), influendo significativamente sulla stesura di alcuni articoli della Costituzione.

Gli articoli 32 (sul diritto alla salute) e 38 (sul diritto all’assistenza) sono l’espressione più alta del loro pensiero a cui si sono ispirati lungo il loro percorso all’Inca per dare all’Italia il profilo di Stato di diritto, e superare la legislazione corporativa del periodo fascista che elargiva benefici di protezione sociale solo a gruppi limitati di lavoratori, con un approccio compassionevole e miserevole. (…) Intrecciando passione politica e impegno sociale, Bibolotti, Cavallari, Roveda e Bitossi hanno saputo interpretare i bisogni urgenti dell’Italia liberata, le cui condizioni economiche, sociali e culturali erano state tragicamente compromesse dal fascismo, dalla guerra, dalla fame e dalla disperazione” (brano tratto da “Conoscere la storia per progettare il futuro” a cura di Lisa Bartoli e Edmondo Montali – ed. Futura 2025).


Queste sono le radici della nostra Repubblica, nata ottant’anni fa dalla scelta libera, convinta e coraggiosa delle italiane e degli italiani attraverso il voto al referendum istituzionale che chiedeva loro di scegliere tra monarchia e repubblica, con la grande speranza in un futuro finalmente migliore per tutti.


E la storia dell’INCA ha sempre camminato accanto alle più alte istituzioni del panorama politico e sindacale italiano, europeo e mondiale, guidata dalla volontà di migliorare le condizioni di vita di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini e immigrate e immigrati.


È questo il lavoro quotidiano e la missione stessa del Patronato della CGIL, come presidio di prossimità, capitalizzare la propria storia, tradurre in azioni concrete gli insegnamenti dei padri costituenti, ampliare ed estendere diritti e tutele. Anzi. Con la sua rete di circa 900 sedi in Italia e nei quattro continenti, le sindacaliste ed i sindacalisti della tutela individuale lavorano per far sì che le prestazioni di previdenza, sanità pubblica, istruzione e mercato del lavoro, siano effettivamente esigibili dalle persone, favorendo l’emancipazione e il rispetto dell’individuo.


L’INCA quotidianamente tutela i diritti previsti dalla nostra Costituzione, quella su cui si fonda e materializza la Repubblica che festeggiamo il 2 giugno per i suoi primi ottant’anni!