Tragedia del Vajont, 9 ottobre 1963
L’archivio documenta l’intensa attività svolta dall’INCA per assistere le vittime di tragedie che negli anni Cinquanta e Sessanta hanno profondamente scosso il nostro Pase e sono ancora oggi impresse nella memoria collettiva: dal disastro minerario di Ribolla (1954) alla tragedia di Marcinelle (1956), dal disastro del Vajont (1963) al terremoto del Belice (1968).
Nei primi tre casi, le famiglie delle vittime si sono trovate a fronteggiare il tentativo dei padroni del vapore di occultare, negare o sminuire le proprie responsabilità, facendo leva, talvolta, sullo stato di bisogno che si determinava quando veniva a mancare quella che spesso era l’unica fonte di sostentamento del nucleo familiare, per indurle ad accettare transazioni al ribasso. Grazie alla documentazione relativa alla costituzione dei comitati di solidarietà, alla corrispondenza degli avvocati di parte civile, alle relazioni interne e ai rendiconti, agli atti processuali e alle informazioni raccolte dalle commissioni d’inchiesta, è possibile rivivere i fatti come in una diretta differita, accompagnati da personalità della statura di Lelio Basso, Pietro Calamandrei, Ferruccio Parri, Umberto Terracini e tanti altri che, grazie all’INCA, hanno portato il loro contributo nel segno della passione e dell’impegno civile.
Nel caso del terremoto, l’archivio testimonia l’indefessa attività del patronato nel denunciare le inadempienze, le inefficienze e le promesse tradite dallo Stato in merito alla ricostruzione.
di Michele De Lucia